Donna che sei, donna che sarai…

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Dagli occhi delle donne derivo la mia dottrina: essi brillano ancora del vero fuoco di Prometeo, sono i libri, le arti, le accademie, che mostrano, contengono e nutrono il mondo. (William Shakespeare)

Lo diceva William Shakespeare, le donne nutrono il mondo.

Sono le donne che hanno dato l’impulso al cambiamento in un mondo che sembrava programmato per i soliti schemi. Suffragette che hanno lottato per il diritto al voto, la più grande imperatrice della storia, Cleopatra, e che dire di Maria Montessori, Rita Levi Montalcini, Madre Teresa di Calcutta e l’elenco potrebbe continuare e continuerà fino alla fine dei giorni.

La donna ha dato vita a movimenti di cambiamento che ci hanno portato a  quello che siamo ora o a ciò che saremmo potute diventare, visto che ci sono ancora oggi donne che devono ancora lottare per difendere i propri diritti o per far ricordare che non si festeggia la Festa della Donna l’8 marzo, ma si celebra una commemorazione di un tragico evento storico, e che si è donna per tutto l’anno e non solo in questa giornata. D’altronde si potrebbe scrivere tanto o niente sulla donna, ma l’importante è che, come dice Diderot, “Quando si scrive delle donne bisogna intingere la penna nell’arcobaleno e asciugare la pagina con la polvere delle ali delle farfalle.”

Addio al grande intellettuale Umberto Eco

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Per concludere “i libri da leggere non potranno essere sostituiti da alcun aggeggio elettronico. Sono fatti per essere presi in mano, anche a letto, anche in banca, anche là dove non ci sono spine elettriche, anche dove e quando qualsiasi batteria si è scaricata, possono essere sottolineati, sopportano orecchie e segnalibri, possono essere lasciati cadere per terra o abbandonati aperti sul petto o sulle ginocchia quando ci prende il sonno, stanno in tasca, si sciupano, […] ci ricordano che non li abbiamo ancora letti, si leggono tenendo la testa come vogliamo noi, senza imporci la lettura fissa e tesa dello schermo di un computer, amichevolissimo in tutto salvo che per la cervicale. […] Il libro da leggere appartiene a quei miracoli di una tecnologia eterna di cui fan parte la ruota, il coltello, il cucchiaio, il martello, la pentola, la bicicletta”.
Quando parliamo di un grande scrittore o di un grande studioso che ci lascia, vogliamo subito ricordare i suoi bestseller, le opere di saggistica e tutti i contributi che egli ha dato alla nostra cultura. Ma definire Umberto Eco in poche righe è, a dir poco, impossibile.
Non a caso ho scelto una delle sue citazioni che racchiude il suo pensiero riguardo alla concezione del libro in una fase di così forte sviluppo ed evoluzione.
Come ben diceva il grande maestro, il libro è come una delle tante invenzioni che hanno cambiato la nostra storia universale, dalle origini. Sarebbe impossibile vedere la ruota o la bicicletta o altri oggetti in versione tecnologica, ma perché il libro sì?
Il libro è il nostro fedele compagno che ci traghetta nel mondo dei sogni, in altre vite che viviamo ogni qualvolta leggiamo. Il libro è quell’oggetto che amiamo accarezzare, sfogliare per sentirne il profumo, è il nostro compagno di viaggio e di letto e che non ha bisogno di essere caricato come un cellulare, perché è lui il caricatore eterno del nostro cervello e del nostro cuore.
La tecnologia ha cambiato i nostri schemi mentali, non solo la nostra vita, perché ci ha permesso di accelerare qualsiasi processo produttivo, ma e soprattutto di vedere gli oggetti e la loro funzione in chiave diversa da come eravamo stati educati ad utilizzarli.
Ora su un pc o un tablet possiamo scaricare centinaia di libri a costi bassissimi, mentre prima il vero lettore si deliziava ad arredare la propria casa con librerie cariche di libri e poi si sedeva comodamente in poltrona, dopo aver ammirato la sua libreria e diceva, ecco ora mi leggo questo…
Luciana Cusanno

Lettore, dove sei?

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Libri, nuovi romanzi, nuove strategie, boom di ebook che imperversano tutte le piattaforme e le librerie online. Basta un click e il libro è lì davanti ai tuoi occhi, ma non lo sfogli. Basta un click e potrai afferrare una nuova fantasia tra le tue mani virtuali.

Ma ci siamo chiesti se veramente le nuove leggi di mercato o le nuove tendenze corrispondano veramente ai gusti del lettore? Eccolo lì, in giro tra gli scaffali virtuali o reali, alla ricerca di sogni da catturare, di storie da leggere, da amare, da vivere, alla ricerca di avventure, di amore, di passione di ricordi.

Siamo nell’epoca in cui il poeta è ritornato sognatore romantico che tende a personificare la sua anima, sbattuta, in preda alle ansie della sua quotidianità, alla ricerca di vivere sogni, come l’infinito leopardiano che risiede dietro quella siepe.

Siamo nell’epoca in cui lo scrittore è alla spasmotica ricerca di storie avventurose, che sfiorino la passione, l’amore, la sfida verso la guerra, la dura realtà della miseria, le diversità religiose ed etniche che stanno cambiando il nostro modo di essere e di rapportarci al mondo circostante.

Siamo nell’epoca della memoria del voler recuperare quei valori che vediamo andare in fumo nell’epoca delle svolte tecnologiche e comunicative, che hanno accorciato le distanze tra i popoli, ma hanno complicato i rapporti umani all’interno dei piccoli gruppi. Bastano i social media per comunicare o basta una faccina per trasmettere una emozione, mentre prima era necessario un abbraccio, una carezza o una spalla su cui piangere per far sentire la propria presenza.

Siamo nell’epoca in cui tutto, dal cibo, al lavoro, al benessere, al divertimento, allo svago, si fa ricorso all’innovazione tecnologica per offrire il massimo a portata di un click.

Ma i sogni, no, le storie, no, le emozioni,no. Quelle non sono cose da trasmettere a portata di un click e così si perde di vista i veri bisogni del lettore. Gli editori si affannano alla ricerca di strategie per attirare gli autori a pubblicare con loro, perché con loro si pubblica gratis, o le prime 200 copie sono gratis, o l’editing e la promozione sono gratis, quando invece, molti editori non hanno ancora capito che non sono gli scrittori da dover catturare ma il lettore. Il lettore che fugge, scappa, è alla ricerca di una promozione, o meglio ancora, di una storia da vivere, da capire, da sognare. Una storia che valga la pena di essere letta anche migliaia di volte dopo anni dalla prima pubblicazione. Una storia che ci permetta di dire: “la storia della letteratura italiana non è finita con il 1900.”

 

Luciana Cusanno

“Il mio posto nel mondo…” sta per arrivare

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E guardavo dalla finestra e mi sembrava che la vita degli altri fosse più bella della mia. Sembrava che tutti stessero compiendo il loro destino, nella massima completezza della propria felicità, mentre io restavo solo uno spettatore assorto. Volevo captare il segreto nascosto nei loro movimenti, nelle loro parole e nel loro lavoro quotidiano, ma sembrava che questo privilegio non mi fosse concesso. D’altronde perché doveva essermi concesso tale privilegio? Chi ero io per poter guardare e, magari, giudicare gli altri? Nessuno, perché nessuno mi sentivo. Provavo il nulla più totale, perché la vita non mi aveva confessato il segreto della felicità, non avevo la chiave che aprisse tutte le porte ma neanche di una soltanto…

Editore free o a pagamento?

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Allora ragazzi, credo sia arrivato il momento di tirare un pò le somme. In pochissimi giorni ho avuto la possibilità di conoscere molte persone e confrontarmi con loro riguardo il mio progetto di diventare editrice.
Credo che sia dovuta una considerazione: essere editori è un lavoro e non un atto di beneficenza, e quindi, come tale merita un piccolissimo costo con cui iniziare a lavorare su un testo. Se uno scrittore presenta un manoscritto da correggere, revisionare e su cui lavoraci, credo che sia giusto pagare il dovuto compenso a chi farà questo lavoro, cioè all’ditor, che potrebbe essere un amico, un freelance o l’editore stesso. a tal proposito ho visto i prezzi più disparati, da 1 E a cartella sino a 10 E a cartella. Credo che, se uno scrittore decida di rivolgersi all’editore per questo lavoro, sia giusto pagare solo questo compenso che non dovrebbe superare i 2 E a cartella, anzi meglio 1E, comprendendo la scelta della copertina e l’abstract o la sinossi da inserire sul fronte. Scelta che lo scrittore potrebbe fare anche rivolgendosi al miglio offerente. In tal caso all’editore si presenterebbe il prodotto finito.
Poi secondo aspetto è la distribuzione. E’ dovere dell’ editore trovare le vie più consone e giuste per permettere il massimo della distribuzione, online o nelle librerie, con il motto “Stampa quello che vendi”, senza costringere l’autore a comprarsi centinaia di copie del SUO libro a SUE spese, senza sapere se mai riuscirà ad ammortizzare i costi. Magari l’autore potrebbe essere padrone del file per il cartaceo e gestire come vuole le stampe che desidera, senza che l’editore entri nel merito.
Non bisogna dimenticare che aprirsi anche al mercato estero potrebbe avere i suoi vantaggi… Credo.
Terzo aspetto e questo è il più importante è la comunicazione.
Da giornalista e pubblicitaria, specializzata in marketing e comunicazione, posso dire sia dovere dell’editore accompagnare lo scrittore a farsi strada e conoscere dal pubblico, usando tutti i mezzi possibili: media, web, spot televisivi, partecipazione e fiere, convegni, conferenze, incontri con blogger e giornalisti, nelle scuole, soprattutto se si tratta di libri per ragazzi o bambini, oppure in tutte quelle manifestazioni per libri di settore ( es. libri di cucina). In più un buon editore deve curare l’immagine dello scrittore in tutti i sensi, perchè se l’autore non ha pagato nulla all’editore, è giusto che guadagnino entrambi. Magari un 50% ciascuno o fino al 70% per l’autore. Credo, mi potrei sbagliare.
Per concludere ciò su cui bisogna investire è proprio sul lettore, che è stufo di avere a che fare con una miriade di testi, romanzi. Il lettore è spiazzato e in una forte fase di cambiamento. quindi è importante fare una attenta analisi della domanda ( in termini di marketing), per capire cosa vuole un vero lettore e perchè dovrebbe continuare a leggere o comprare un determinato libro piuttosto che un altro. Che si voglia sfogliare il libro o leggere un ebook, o che l’autore non voglia dare nessun compenso all’editore, credo che non sia un problema per il lettore.
Che ne dite?

A testa in giù

 

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Sono lontani i tempi in cui si aveva così tanto tempo per pensare, parlare con la gente, leggere. Bisognava uscire di casa per confrontarsi con gli altri, parlare, fare quattro chiacchiere o anche farsi una serata. L’altro era, molte volte, una spalla su cui piangere e da cui trarre conforto nei momenti di difficoltà. Quelli erano i bei tempi della comunicazione profonda, a tu per tu, con le parole, i gesti, lo sguardo, non era possibile nascondersi dietro uno sguardo che da solo era più eloquente di mille parole.

La vita era dura e anche sogni costavano tanto, troppo. Comprare un libro era pochi, sia da un punto di vista economico e sia per il basso livello d’istruzione che incombeva. Bisognava scegliere se comprare un libro o se un pezzo di pane e una buona minestra per sfamare una famiglia.

Bisognava scegliere se continuare a lavorare o alzare gli occhi al cielo e contemplare i propri sogni dileguarsi d’avanti a se.

Bisognava scegliere se sopravvivere o vivere. E così molti decidevano di sopravvivere, guardando il mondo al contrario, sottosopra, per cambiare prospettiva.

Ora le cose sono cambiate… Basta un click. La vita è alla portata di un click, mangiare, divertirsi, leggere, anche sognare. Ti basta un click per cambiare prospettiva nel vedere la propria vita, per leggere un buon libro, senza eccessivi costi, ti basta un click e il lavoro che vuoi è nelle tue mani.

Ci bastano i social media, whatsapp e via dicendo per comunicare con il mondo intero, restando comodamente sul divano di casa, senza che ci sia la necessità di correre, uscire per incontrare un amico, offrigli una spalla su cui piangere o per farsi una risata, tanto ci sono le icone o le faccine che si esprimono come vuoi tu e magari il tuo cuore pensa il contrario.

Siamo ora sottosopra per cercare di dare un senso ad un qualcosa che è cambiato per sempre.

Non si ha più bisogno di mettersi di testa in giù, per credere di camminare sulle nuvole, ora crediamo di essere sulle nuvole, con la velocità e con la presunta vicinanza tra noi tutti.

Siamo rimasti forse in pochi, ma i pochi fanno più paura se usano più forza e si uniscono.

Continuiamo a credere nei sogni, che colorino la nostra vita, continuiamo a desiderare di catapultarci nella soave lettura di una bella storia, o di una dolce poesia, o nell’osservare un bel dipinto o altro e solo così capiremo che quel lontano mondo che volevamo vedere di testa in giù e lì, dritto di fronte a noi, ma i nostri occhi continuavano ad ostinarsi a volerlo vedere nel senso opposto.

Miraggio notturno

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Riposa con i suoi voluttuosi sensi,

addolciti dal canto melodioso della brezza marina.

Si chiudono dolcemente gli occhi,

per aprirsi allo spettacolo della fantasia.

Volano come farfalle colorate

I dolci e liberi sogni,

dopo una giornata di dura realtà.

Incantevole il suo corpo

Si adagia sulla sabbia,

coperto dal fresco vento del crepuscolo marino.

Null’altro intorno a lei,

null’altro le fa compagnia,

solo l’incantevole spettacolo della sua bellezza,

solo il dolce bacio delle voluttuose farfalle,

che prendono il volo dai suoi occhi.

Ora i sensi sono assopiti

E lui da lontano la ammira,

nascosto dietro un cespuglio.

I suoi capelli sono onde capricciose,

accarezzate dal vento,

litiganti per la voglia di libertà.

Lui la guarda,

la ama

e il suo volto apre

le porte del sole

dentro il suo cuore innamorato.

 

“Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti.”

« Il nostro spirito consiste di frammenti, o meglio, di elementi distinti, più o meno in rapporto tra loro, i quali si possono disgregare e ricomporre in un nuovo aggregamento, così che ne risulti una nuova personalità, che pur fuori dalla coscienza dell’io normale, ha una propria coscienza a parte, indipendente, la quale si manifesta viva e in atto, oscurandosi la coscienza normale, o anche coesistendo con questa, nei casi di vero e proprio sdoppiamento dell’io.

[…] Talché veramente può dirsi che due persone vivono, agiscono a un tempo, ciascuna per proprio conto, nel medesimo individuo. Con gli elementi del nostro io noi possiamo perciò comporre, costruire in noi stessi altri individui, altri esseri con propria coscienza, con propria intelligenza, vivi e in atto. »

Non basterebbe un articolo o un intero blog per parlare della grandezza di Luigi Pirandello.

O lo ami o lo odi. Lo odi perché è troppo vero, è troppo illogico e surreale, ma tremendamente profondo nel suo pensiero.

Il suo pensiero sembra non invecchiare mai anche a 80 anni dalla sua morte. La sua lotta contro una massificazione dell’identità dell’individuo, assillato dalla ricerca costante di crearsi una vera e unica identità per poi scontrarsi ineluttabilmente nel riflettersi in uno specchio frammentato in mille personalità, sembra così amplificata oggi nella nostra società.

Lo ami perché il suo essere rivoluzionario e al tempo stesso legato al suo essere spinge il lettore moderno a non sentirsi mai retrogrado nella sua scelta di leggere una sua opera e non una contemporanea.

Pirandello non stancherà mai e in lui continuiamo a voler cercare la chiave per accedere al segreto per ricomporre la nostra sfaccettata personalità.

Se siete appassionati del grande Luigi Pirandello vi invito ad una maratona, una gara come intendete chiamarla a me sta bene, in cui poter leggere un’opera al mese. Potreste contribuire con commenti, citazioni, recensioni, articoli o materiale di vario genere che possa lasciar passare un messaggio strettamente personale. Nulla di accademico, o tutto accademico, come vi piace, ma sarei veramente curiosa ed entusiasta di vedervi tirar fuori il meglio di voi.

A conclusione di questa maratona, scegliete l’opera che più vi ha colpito e  lasciatevi ispirare con una poesia, un racconto, un articolo, una recensione che concorreranno ad un concorso in fase di ideazione.

Vi aspetto numerosi ed ecco qui di seguito le dodici opere che ho scelto:

  • Il fu Mattia Pascal
  • I vecchi e i giovani
  • I quaderni di Serafino Gubbio operatore
  • Uno, nessuno, centomila
  • Sei personaggi in cerca d’autore
  • Questa sera si recita a soggetto
  • Enrico IV
  • Pensaci, Giacomino
  • Così è (se vi pare)
  • Il berretto a sonagli
  • La giara
  • Una poesia o una novella a scelta

 

Ispirazione

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Oh dolce poesia
che scorri placida
nelle mie vene.
Prendi il mio cuore,
la mia mente
e costringi la mia trepidante mano
ad afferrare il tuo talentuoso scettro.
Tu che mi riporti in mente
soavi ricordi
di coloro che furono lontani da me,
di coloro che fecero della parola
fonte di vita,
loro che hanno insegnato
la vera essenza della poesia.
Oh dolce poesia,
che hai fatto scorrere
le chiare fresche e dolci acque
al caro Petrarca,
che hai fatto innamorare Dante di Beatrice,
sino alla musicale pioggia di D’Annunzio,
tu che hai fatto illuminare d’immenso
quella mattina
Ungaretti.
Tu che ami travestirti
di vistose
e mutevoli veste
come una donna
che ama stupire il suo uomo
nel dì di festa.
Tu dominatrice di pensieri
che ti vesti di musiche e parole,
colori ed emozioni,
traghettatrice di pensieri
fuggenti nella mente
di colui che domini.
A te,
alzo un grido al cielo,
affinché infondi
la tua magia
nei nostri cuori.

Luciana Cusanno

La poesia fonte di salvezza

La poesia è il salvagente
cui mi aggrappo
quando tutto sembra svanire.
Quando il mio cuore gronda
per lo strazio delle parole che feriscono, dei silenzi che trascinano verso il precipizio.
Quando sono diventato così impenetrabile
che neanche l’aria
riesce a passare.
(Khalil Gibran)